L’IMPATTO DELLE NUOVE BANCONOTE

Il 23 luglio scorso la Banca centrale europea ha presentato i dieci progetti finalisti per il nuovo volto delle banconote in euro. È il primo restyling completo dalla loro introduzione nel 2002. La BCE ha aperto un sondaggio pubblico attraverso il quale tutti gli interessati possono esprimere la propria preferenza.

La modifica proposta non è, però, una semplice operazione grafica. Le banconote europee hanno con sé un significato simbolico: le immagini raffigurate raccontano infatti valori, identità e priorità comunitarie. I due temi selezionati per la nuova serie sono “Cultura europea” e “Fiumi e uccelli”. Oltre all’aspetto tematico si riconoscono anche numerosi motivi pratici come la maggiore resistenza, la difficoltà di contraffazione, un minor impatto ambientale e la migliore inclusione e accessibilità.

La BCE chiede ai cittadini di esprimere la propria preferenza e, per la prima volta, la scelta può essere effettuata considerando anche il modo in cui la sostenibilità è stata integrata nel progetto, attraverso l’analisi del piano di lavoro.

Per prima cosa l’idea di avere come tematica principale la natura e la biodiversità pone l’attenzione sulla nostra connessione con questi soggetti e, come riporta la BCE “L’Europa vanta un’ampia varietà di fiumi e uccelli che sono per noi una fonte di ispirazione e ci ricordano la nostra responsabilità di tutelare l’ambiente.” Siamo in un momento storico in cui gli studiosi ci dicono che la perdita della biodiversità ha raggiunto la stessa gravità della crisi climatica e in cui, secondo quanto riportato da Aqueduct Water Risk Data, la maggior parte dell’Italia si trova in una situazione di alto stress idrico.

Ovviamente, rappresentare queste immagini su una banconota non basta a renderla sostenibile. Per valutare il suo impatto occorre guardare dietro l’immagine e ricostruire l’intera filiera: materie prime, produzione, trasporto, distribuzione, utilizzo e trattamento a fine vita.

Le banconote in euro non sono realizzate con la comune pasta di cellulosa utilizzata per i fogli da stampa, ma con carta composta da fibre di puro cotone. È questo materiale ad attribuirgli la particolare consistenza, la resistenza all’usura e il difficile deterioramento.

Ma la carta rappresenta soltanto una parte dell’impatto ambientale complessivo. Una banconota deve essere stampata, controllata, trasportata, distribuita agli istituti di credito, caricata negli sportelli automatici, verificata dagli esercizi commerciali e, infine, ritirata e trattata quando non è più idonea alla circolazione.

Secondo il Rapporto 2024 della Community Cashless Society di The European House – Ambrosetti, l’uso del contante presenterebbe un’impronta di carbonio superiore del 21% rispetto ai pagamenti cashless. Per l’Italia, le emissioni associate ai pagamenti in contanti sono state stimate in oltre 160 mila tonnellate di CO₂, pari a circa 2,7 chilogrammi per abitante.

La BCE ogni anno aggiorna e pubblica la propria Dichiarazione Ambientale[1] in cui è possibile comprendere nel dettaglio l’impatto ambientale dell’organizzazione e di tutte le sue attività correlate, ad esempio la sezione specifica sulle banconote.

Prima misurare, poi agire e ridurre

L’Eurosistema ha iniziato a studiare gli impatti ambientali delle banconote già nel 2004, attraverso una valutazione del ciclo di vita, o Life Cycle Assessment, relativa alla prima serie di banconote rilasciate.

Nel 2022 l’analisi è stata ampliata applicando la metodologia europea Product Environmental Footprint, o PEF, all’intero ciclo del contante. Lo studio, pubblicato nel 2023 e costruito su dati riferiti al 2019, considera tutte le fasi, dall’approvvigionamento delle materie prime fino allo smaltimento delle banconote non più utilizzabili.

La PEF non misura soltanto le emissioni di gas serra. Prende in considerazione sedici categorie di impatto ambientale, che vengono normalizzate e ponderate per ottenere un punteggio complessivo. Il risultato è espresso in micropunti, e non in chilogrammi di CO₂ equivalente.

Secondo lo studio, l’utilizzo annuale delle banconote come strumento di pagamento da parte di un cittadino dell’area euro genera un’impronta media di 101 micropunti. Per renderla più comprensibile, la BCE la paragona all’impatto di circa 8 km percorsi in automobile. Il valore corrisponde allo 0,01% dell’impronta ambientale complessiva dei consumi annuali di un cittadino europeo.

L’impatto risulta quindi relativamente basso, ma è interessante la sua composizione. Le principali fonti non sono la stampa o le fibre di cotone, piuttosto le infrastrutture e la logistica necessarie a mantenere il contante in circolazione: l’alimentazione elettrica degli ATM incide per il 37%, il trasporto delle banconote per il 35%, le attività di selezione e trattamento nella fase distributiva per il 10%, la produzione della carta per il 9% e il controllo dell’autenticità presso i punti vendita per il 5%.

I risultati di queste valutazioni ambientali sono già stati tradotti in alcune azioni concrete:

  • Tra il 2004 e il 2019, ad esempio, l’aumento dell’efficienza energetica degli sportelli automatici ha contribuito a ridurre del 35% il punteggio ambientale complessivo del ciclo delle banconote, nonostante nello stesso periodo il numero degli ATM sia aumentato.
  • Nel 2014 è stato avviato il Sustainable Cotton Programme prevedendo la progressiva sostituzione delle fibre convenzionali con cotone proveniente da fonti sostenibili. Obiettivo raggiunto nel 2024, secondo la Dichiarazione Ambientale della BCE.
  • Anche il fine vita è stato ripensato: dal 2022 non sono più ammessi lo smaltimento in discarica e la combustione senza recupero energetico. Le banconote non più idonee vengono avviate a forme di recupero, riciclaggio o incenerimento con produzione di energia, oltre ad aver avviato nuovi studi per ulteriori possibilità di riutilizzo dei materiali.
  • Il controllo riguarda anche la filiera produttiva: i soggetti che fabbricano banconote, carta, inchiostri, ologrammi, fili di sicurezza e altri componenti devono essere accreditati dalla BCE. I fornitori devono rispettare requisiti riconducibili agli standard ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, oltre a specifiche condizioni in materia di sicurezza e condotta etica.

Il prossimo passo

Le future banconote nasceranno quindi seguendo un approccio di ecodesign. È forse questo l’aspetto più interessante del nuovo euro: il progetto grafico rappresenta soltanto la parte visibile di un processo molto più ampio.

Una banconota ambientalmente più sostenibile sarà quindi un prodotto che dura più a lungo, attraversa una logistica più efficiente, viene distribuito tramite apparecchiature meno energivore, utilizza materiali controllati e può essere recuperato in modo più efficace quando termina la propria funzione.

Ricordando che la sostenibilità non è solo ambientale, la BCE nella progettazione delle nuove banconote ha previsto di migliorare l’inclusione e l’accessibilità: i nuovi contanti saranno più facili da riconoscere e da utilizzare, in modo da assicurare la facilità di utilizzo per tutti.

Il percorso seguito dalla BCE applica una logica valida per qualsiasi organizzazione: misurare gli impatti, individuare le aree più critiche, definire azioni di miglioramento in tutta la catena del valore e comunicare i risultati in modo trasparente.

Anche la tua azienda può intraprendere questo percorso attraverso una valutazione del ciclo di vita dei prodotti (LCA), il calcolo della Carbon Footprint, la definizione di obiettivi di riduzione, l’Analisi della Catena di Fornitura e la redazione del Bilancio di Sostenibilità. MAS supporta le organizzazioni anche nel miglioramento degli impatti sociali, attraverso percorsi per la certificazione della parità di genere secondo la UNI/PdR 125, attività formative e strumenti per costruire ambienti di lavoro più equi e inclusivi.

Vuoi trasformare la sostenibilità in un percorso concreto e misurabile? Contatta MAS e costruiamo insieme il progetto più adatto alla tua organizzazione.


[1] visionabile al seguente sito: https://www.ecb.europa.eu/ecb/climate/green/html/ecb.environmentalstatement202507.en.html

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