UNI/PdR 192:2026: La conciliazione tra vita familiare e lavoro diventa un sistema di gestione certificabile 

Conciliare lavoro e famiglia non è più soltanto una questione privata. Nel 2024 l’Italia ha toccato un nuovo minimo storico di fecondità, con 1,18 figli per donna, e secondo l’Ispettorato Nazionale del Lavoro circa il 77,5% delle dimissioni volontarie delle lavoratrici è riconducibile a difficoltà di conciliazione tra lavoro e cura dei figli. A questo si aggiunge chi, ogni giorno, si prende cura di un familiare anziano o non autosufficiente.

È in questo contesto che si inserisce la UNI/PdR 192:2026, «Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti per il benessere delle famiglie», in vigore dal 14 aprile 2026. La prassi è stata promossa dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, con il contributo del Dipartimento per le pari opportunità, della Provincia autonoma di Trento e di Accredia.

Come funziona

La prassi riprende la struttura della UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere ed è uno strumento volontario, che può essere adottato da organizzazioni private di qualsiasi dimensione e, compatibilmente con il quadro normativo, pubbliche, purché abbiano almeno un dipendente.

 Alle organizzazioni chiede di costruire un sistema di gestione, fondato su:

  • una politica di conciliazione vita familiare-lavoro definita dall’alta direzione e pubblicata sul sito aziendale;
  • un gruppo di lavoro interno multidisciplinare, con una figura responsabile;
  • un piano strategico con obiettivi misurabili, aggiornato almeno una volta l’anno e costruito ascoltando i bisogni delle persone (questionari, interviste, focus group);
  • formazione, comunicazione interna ed esterna, audit interni annuali e una revisione periodica da parte della direzione.

7 aree e 28 indicatori

Il cuore della prassi sono i KPI, necessari per misurare i progressi e distribuiti in sette aree:

  1. organizzazione del lavoro e flessibilità oraria e spaziale;
  2. supporto alla maternità;
  3. supporto alla genitorialità;
  4. supporto agli impegni di cura;
  5. salute e benessere;
  6. sostegno economico e servizi per le famiglie;
  7. sviluppo professionale e continuità di carriera.

L’accesso alla certificazione dipende dalla misurazione delle prestazioni nelle 7 aree di intervento (tramite indicatori qualitativi che valgono 0,75 punti e quantitativi che valgono 1 punto, senza punteggi parziali), applicati in base alla dimensione dell’organizzazione:

  • le micro e piccole aziende (fino a 49 addetti) devono raggiungere il 50% del punteggio e soddisfare almeno un indicatore quantitativo;
  • Le medie e grandi aziende devono arrivare al 60% e soddisfare almeno due indicatori quantitativi.

Focus sui caregiver e sul benessere personale

Tra le novità, di grande interesse sono l’area dedicata a chi assiste un familiare non autosufficiente o fragile e l’attenzione alla qualità della vita del nucleo familiare.

Alle organizzazioni si chiede di prevedere per i caregiver flessibilità di orario e di luogo e permessi o congedi aggiuntivi rispetto a quelli di legge. 

La prassi valorizza iniziative volte a promuovere la salute fisica e psicologica, attraverso programmi di prevenzione, assistenza sanitaria integrativa e servizi di supporto psicologico, anche estesi ai familiari. Promuove inoltre attività sportive, culturali e ricreative condivise, insieme a strumenti di welfare aziendale e sostegno economico rivolti alle famiglie.

Particolare attenzione è dedicata ai servizi che facilitano la gestione delle responsabilità di cura, come asili nido aziendali, voucher per le attività sportive dei figli e contributi specifici per la non autosufficienza e la disabilità dei familiari a carico.

192 e 125: due strumenti che si completano

Una certificazione esclude l’altra? No, in quanto la UNI/PdR 125 misura e riduce i divari tra uomini e donne. La UNI/PdR 192 agisce su una delle loro cause principali: la difficoltà di tenere insieme lavoro e responsabilità familiari. Per questo le due prassi non si escludono, ma si rafforzano.

Chi è già certificato per la parità di genere parte avvantaggiato: politica, piano strategico, piani di formazione e comunicazione possono essere aggiornati e integrati, senza duplicare documenti. Il comitato guida della 125 può essere affiancato o ampliato dal gruppo di lavoro interno richiesto dalla 192, e audit interni e revisione della direzione possono svolgersi insieme. Anche le verifiche dell’organismo di certificazione possono essere condotte in forma integrata.

Certificazione e incentivi

La certificazione viene rilasciata da un organismo accreditato da Accredia, dopo un audit in due fasi. Ha validità triennale, con sorveglianza annuale.

A sostenerla ci sono due misure:

  • Esonero contributivo. Il Decreto Lavoro (D.L. 62/2026, convertito dalla Legge 112/2026) riconosce alle aziende certificate uno sgravio fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro 50.000 euro annui.
  • Bando Unioncamere. Con 7,5 milioni di euro, finanzia un voucher per l’assistenza tecnica  e un contributo per la prima certificazione. Il 60% delle risorse è riservato alle micro, piccole e medie imprese. Le domande sono aperte dal 21 settembre 2026 al 31 marzo 2027, salvo esaurimento dei fondi, e la certificazione va ottenuta entro il 30 giugno 2027.

Possono partecipare al bando le imprese con sede in Italia, partita IVA attiva e almeno un dipendente. 

La certificazione non è un punto di arrivo. Vale nella misura in cui attesta e sostiene un cambiamento reale nel modo di organizzare il lavoro: persone che restano in azienda dopo un congedo, padri che usano davvero i permessi a cui hanno diritto, caregiver che non devono scegliere tra lavoro e cura.

Prendersi cura di chi si prende cura è un investimento sul futuro delle persone che lavorano nell’impresa e denota la capacità di prevedere le esigenze di una popolazione lavoratrice in rapido mutamento.

Stai pensando di fare una prima analisi di fattibilità per ottenere la certificazione UNI/PdR 192? Contattaci e facciamo insieme anche questo percorso.

Fonti

Contattaci

Scrivici per un appuntamento o per ricevere informazioni