Earth Overshoot Day 2026: dal 30 luglio siamo in debito con il Pianeta

Il 30 luglio 2026 è l’Earth Overshoot Day, la data simbolica in cui la domanda globale di risorse e servizi ecologici supera tutto quello che la Terra è in grado di rigenerare nell’intero anno!

In 211 giorni abbiamo quindi esaurito il budget naturale disponibile per tutto il 2026.

Nei restanti 154 giorni dell’anno saremo in “debito ecologico”, continuando a consumare risorse e alimentando il progressivo impoverimento della biodiversità, l’utilizzo del suolo, l’accumulo di rifiuti e l’aumento della concentrazione di gas climalteranti nell’atmosfera.

La data ufficiale viene annunciata ogni anno dal Global Footprint Network il 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Come è stato calcolato l’earth overshoot day

Il calcolo mette a confronto due importanti grandezze, entrambe espresse in ettari globali:

Earth Overshoot Day = (Biocapacità della Terra / Impronta Ecologica dell’umanità) × 365

  • La Biocapacità rappresenta la capacità delle superfici terrestri e marine biologicamente produttive di generare risorse e assorbire parte dei rifiuti prodotti dalle attività umane. Comprende le aree forestali, i pascoli, i terreni coltivati, le zone di pesca e le aree urbanizzate.
  • L’Impronta Ecologica misura, invece, la superficie biologicamente produttiva necessaria per soddisfare il fabbisogno dell’umanità in termini di alimenti, fibre tessili, prodotti di origine animale, risorse ittiche, legname, prodotti forestali e spazio per le infrastrutture. Nel calcolo rientra anche la superficie forestale necessaria ad assorbire le emissioni di CO₂ derivanti dall’utilizzo dei combustibili fossili.

Quando l’impronta ecologica supera la biocapacità disponibile, si genera un deficit ecologico. Le conseguenze sono visibili attraverso fenomeni come deforestazione, erosione del suolo, perdita di biodiversità, riduzione delle risorse disponibili e crescente concentrazione di CO₂ nell’atmosfera.

La data del 2026 è calcolata sulla base dei National Footprint and Biocapacity Accounts, elaborati dalla York University utilizzando principalmente dati di fonte ONU.

Visto l’aggiornamento periodico delle statistiche disponibili e delle metodologie, ogni nuova edizione ricalcola anche i risultati degli anni precedenti.

Per confrontare correttamente l’andamento dell’Earth Overshoot Day è quindi necessario utilizzare dati storici riferiti alla stessa edizione dei conti.

Sei giorni in più, ma nessun miglioramento reale

Nel 2025 l’Earth Overshoot Day era stato annunciato per il 24 luglio. Nel 2026 cade il 30 luglio, sei giorni più tardi. A prima vista potrebbe sembrare un segnale positivo, ma lo spostamento dipende soprattutto dall’aggiornamento dei dati. È stata infatti effettuata una revisione positiva della capacità degli oceani di assorbire carbonio che ha posticipato la data di otto giorni. Nello stesso periodo, però, le dinamiche reali sono andate nella direzione opposta, anticipando la data di due giorni.

Nell’ultimo anno, infatti, il divario tra la domanda dell’umanità e la capacità rigenerativa del Pianeta è ulteriormente aumentata. Il 2026 rappresenta infatti il livello più alto di overshoot ecologico mai registrato.

Utilizzando la stessa edizione dei National Footprint and Biocapacity Accounts, le date degli ultimi anni risultano:

  • 2 agosto 2023;
  • 1° agosto 2024;
  • 1° agosto 2025;
  • 30 luglio 2026.

E se tutti consumassero come gli italiani?

Oltre alla data globale, il Global Footprint Network calcola anche i Country Overshoot Days, che indicano quando cadrebbe l’Earth Overshoot Day se tutta la popolazione mondiale adottasse i livelli di consumo di quello specifico Paese.

Per l’Italia, nel 2026 questa data è caduta il 3 maggio. Se tutti consumassero risorse come gli italiani, sarebbero necessari circa tre pianeti per sostenere la domanda globale. Questi dati nazionali utilizzano basi informative diverse rispetto al calcolo globale, ma permettono comunque di comprendere quanto il nostro modello di produzione e consumo sia ancora lontano dall’equilibrio rigenerativo degli ecosistemi.

Il coinvolgimento delle imprese

L’Earth Overshoot Day non è soltanto una simbolica ricorrenza ambientale, ma mostra quanto le attività umane e l’economia dipendano da risorse naturali: è un indicatore della crescente distanza tra il funzionamento dell’economia e i limiti fisici del Pianeta.

Per le imprese, infatti, operare in una condizione di deficit ecologico crescente significa confrontarsi con una maggiore scarsità delle materie prime, instabilità delle filiere, volatilità dei costi, effetti del cambiamento climatico e nuovi rischi operativi e finanziari. Secondo il Global Footprint Network, molte delle soluzioni necessarie per spostare la data sono già disponibili e possono produrre anche benefici economici.

Intervenire sull’overshoot significa quindi ridurre l’impatto ambientale attraverso interventi concreti: migliorare l’efficienza energetica e nell’utilizzo dei materiali, diminuire le emissioni, prevenire gli sprechi, prolungare la vita dei prodotti, adottare modelli circolari e contribuire alla protezione e alla rigenerazione degli ecosistemi.

Anche in questo caso, il percorso è semplice: prima si misura, poi si agisce e infine si comunica.

MAS può supportare la tua organizzazione nella misurazione delle emissioni e degli impatti ambientali, attraverso studi LCA e Carbon Footprint; nella definizione di obiettivi e percorsi di decarbonizzazione coerenti con il contesto, anche mediante l’adozione di target SBTi; e nel coinvolgimento della catena del valore per sviluppare strategie di riduzione concrete ed efficaci.

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